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Il nostro giudizio generale "Nullo"

Tris di porti dall’alba al tramonto

 

Dal porto di Tricase, in senso orario fino al porto di Torre Vado passando da Santa Maria di Leuca, i tre più suggestivi spot di pesca che quest’angolo di paradiso ci ha riservato.

Tricase

Tricase porto

Tricase porto

Un insenatura naturale oggi ospite di un piccolo porto turistico, formato da due bacini (porto vecchio più esterno e porto nuovo più interno collegati da un canale lungo una decina di metri) poco riparato dalla furia dei venti di scirocco che creano notevole turbolenza all’interno dello stesso, nonostante i grossi interventi che hanno attenuato (ma non risolto) il problema..

Imbarcazioni Tricase porto

Imbarcazioni ormeggiate nel porto vecchio di Tricase porto

Lasciando alle nostre spalle la darsena sabbiosa incontriamo un fondale fangoso che si alterna a formazioni rocciose che degradano dolcemente verso il largo.

Alba

Qui il sole nasce dal mare segnando il passaggio dalla notte al giorno e illuminando con i suoi primi caldi raggi la costa
Il bolentino e la traina sono le fondamenta di ogni pescatore locale che alterna catture di pesce da “zuppa” a ricciole extra big, tonni e dentici dai grossi incisivi.
Nel medio fondale è usanza dei locali, avvicinarsi con le imbarcazione nei punti caldi delle calate, incuranti di stare gomito a gomito con altri pescatori, facendo ricchi carnieri di pagelli e saraghi in pochissime ore di pesca.

Scorfano

Un grosso scorfano pescato dall’amico Angelo del negozio pianeta mare di Tricase

Qui lo scarroccio resta un lusso per pochi avventurieri solitari,vista l’alta concentrazione di pesci che nel medio si concentrano in spot ben definiti.
Anche la traina di superficie regala grandi emozioni tra aguglie e, e sgombridi e i sempre onnipresenti alletterati. Tra tuffi di delfini che popolano tutta la costa Salentina.
Il lento declino del fondale offre le basi per pescate redditizie in qualunque periodo dell’anno,ovviamente ogni periodo predilige la sua tecnica di base.
Un breve excursus tra i tre porti per coprire ogni lato della costa che offre delle solide fondamenta per orientarsi in punti di riferimento di successo per future battute in solitaria o in compagnia avendo a mente tre punti cardinali (Est Tricase Porto , Sud Santa Maria di Leuca e ovest Torre Vado ) dai quali partire per orizzontarsi nel vasto panorama Salentino.

Marina Serra

Insenatura Marina Serra

Proseguendo lungo la costa , passando da Marina serra fanno capolino enormi grotte con scenari mozzafiato.
La costa è quella del basso adriatico e costeggiandola , tra numerose leggende, che echeggiano da secoli in questi posti da favola, passiamo accanto al ponte del ciolo, (abitato dal terribile polifemo, e sbarco secondo un antica diceria del grande Enea)e arriviamo nella splendida cornice di Leuca.

Torre Nasparo

Panoramica della costa Adriatica da Torre Nasparo a Tiggiano

 

Santa Maria di Leuca

Faro Leuca

Il faro di Santa Maria di leuca

Continuando più a sud raggiungiamo la fine della nostra nazione , il lembo di terra che segna il confine tra i due mari,unendo con una linea immaginaria l’adriatico allo Ionio a punta ristola, ultimo scoglio peninsulare.
Qui tra correnti e moti ondosi contrastanti , un fiume di plancton offre nutrimento a pregiatissime specie di pinnuti.
Imponente e ben organizzato il porto turistico è la base di partenza per tutte le avventure in mare.
Esposto ai fortissimi venti di scirocco con una profondità che raggiunge in alcuni punti vicino alla costa i 100 metri di fondale.
A protezione “omini in cemento armato “ smorzano il moto ondoso che altrimenti sarebbe devastante.
Il fondale si alterna a piccole chiazze di sabbia già dall’uscita del porto per poi perdersi in anfratti e fondo molto frastagliato con imponenti secche, alcune delle quali semiaffioranti.
Da citare il Banco della Scala (Paseddhu) circondato da imbarcazioni di professionisti e meno che trainano in lungo e largo alla ricerca di dentici, ricciole e barracuda.
La facilità’ con la quale si può sfuggire al vento spostandosi a ponente o a levante fa si che le giornate di pesca si moltiplichino,e la zona sia ancor più frequentata.
Il bolentino di basso fondale non è molto redditizio a causa di reti immerse in ogni dunque, letti di palamiti abbandonati o ancora in pesca ma neanche il bolentino di medio fondale proprio a causa delle forti correnti che, seppur ancorati, causano partenze improvvise della lenza madre, ingarbugliando i terminali anche se sapientemente preparati.
Il bolentino di profondità resta invece il punto di arrivo per pescatori più’ smaliziati.

Ricciola

Il grande Marco con una BIG LOLA

Tecniche principali sono la traina di superficie e quella di fondo, che secondo alcuni vecchi pescatori si dice siano nate proprio qui.
Artificiali di ogni foggia seguono le imbarcazioni sia a galla che rasentando il fondale, affondati con monel o con lenze “alla Gallipolina”.
La tecnica del piombo guardiano innescata con seppie e calamari, e, quando il caldo si fa sentire con alletterati anche da chilo resta quella che regala le più grandi soddisfazioni.

Torre Vado

Toore Vado

Il porto di Torre Vado

 

 

 

 

 

 

Lungo il litorale esposto a Levante incontriamo i primissimi banchi di sabbia e qui dove il fondale si fa via via più basso arriviamo nel punto in cui il sole diventa un enorme palla infuocata nei torridi pomeriggi estivi fino a scomparire del tutto inghiottito dal mare.
Siamo alla volta di Torre Vado, splendida località balneare nella provincia di Lecce, facente parte del comune di Morciano di Leuca, a cavallo tra Santa Maria di Leuca e Gallipoli.
Affacciata sulla costa Jonica durante il periodo invernale è la culla dei pescatori, mentre nel periodo estivo si trasforma in una ridente località di villeggiatura invasa da orde di turisti.
Gode di un piccolo porticciolo esposto a Levante ben protetto dai venti di scirocco che la fanno da padrone tutto l’anno ,anche grazie alla presenza di un fondale basso che addolcisce il moto ondoso, trovandosi oltretutto a brevissima distanza dalle famigerate secche di Ugento,le quali, anche se battute in lungo e largo, ancora oggi sono una vera e propria pescheria a cielo aperto.
Le basse scogliere si alternano a chiazze di sabbia e vaste praterie di posidonia popolate dalle principali varietà di pesce.
Sul basso fondale i serra hanno ormai invaso la costa, attaccando tutto ciò che invade il loro territorio, facendo incetta di mormore , ma anche degli avannotti di spigole che ultimamente hanno subito una metamorfosi nell’atteggiamento, diventando “laureate” in astuzia, proprio grazie alla necessita di tutelarsi dagli attacchi.
Un’altra presenza costante del litorale è il sarago pizzuto, alla continua ricerca di molluschi bivalve e anellidi , primo fra tutti il bibi e una razza di arenicola locale piccola e delicata.

Sarago

Toni ci mostra un sarago appena pescato

Orate anche di taglia pascolano sui fondali seguendo le correnti che scavano lunghi canaloni di detriti sulle coste a prevalenza sabbiosa.
Infatti dall’imboccatura del porticciolo fino a molti chilometri da quest’ultimo vaste spiagge fanno da cornice a questo scenario meraviglioso regalando spettacoli quasi caraibici.
Gronghi, murene,razze,gallinelle ,sogliole,tracine,corvine,occhiate, boghe,castagnole,cefali,aguglie e l’immancabile perchia, che attacca voracemente i nostri terminali anche senza esca.
I cefali partono dal porto e si estendono per tutta l’area attorno ad esso con il cefalo dorato, preda ambita da molti pescatori che durante la stagione calda insediano gli scogli prospicienti il porto alla sua ricerca.
Abbondante la presenza di gozzi di pescatori locali, con qualche fisherman ma soprattutto con imbarcazioni da diporto adibite alle più svariate tecniche di pesca.
Iniziando dalla pesca al polpo , molto redditizia proprio grazie alla massiccia presenza di octopus intanati quasi a difesa del porto.
Durante il periodo freddo i calamari in quantità industriali invadono la costa rendendo questo spot uno dei più ambiti dai pescatori che li usano soprattutto come esca viva.
Diffusissimo il bolentino di basso,medio e alto fondale.
Nell’ immediato sottoriva quando il vento spira da nord è d’uopo celarsi al soffio del vento con le spalle alla terraferma restando al massimo a mezzo miglio dalla terraferma perche il moto ondoso è protetto dal territorio dolcemente sopraelevato della zona.
Quando il mare raggiunge la quiete statica o quasi, impazza la tecnica madre assieme alla traina di fondo,il bolentino di mezzo fondale..
Gruppi di imbarcazioni prendono di mira gli hot spot frequentati dal pagello bastardo in primis , poi da boghe,sugarelli e sgombridi.
Il bolentino di altura si pratica macinando qualche miglia in più verso ponente.
Durante la stagione calda l’attività alieutica è dedicata alla ricerca di tunnidi, di grosse ricciole e di dentici mastodontici..
Dal 28 giugno del 2007 giace adagiato in posizione di navigazione il relitto della nave Turca Tevfik Kaptan I ad una profondita di soli 22 metri.
Dopo una bonifica il cargo è diventato meta di molti subacquei ma soprattutto la tana di grosse cernie, dentici e attorniato da branchi di barracuda.

ecoscandaglio

Relitto Tevfik Kaptan I dall’ecoscandaglio

Si chiude qui il cerchio con le fermate obbligatorie che ogni pescatore dovrebbe tener presenti nei suoi viaggi Salentini e dalle quali spostarsi anche nelle zone limitrofe .

TRAMONTO…

Cazzato Ivan Luigi