Google
Iscritti
 Utenti: 2810
Ultimo iscritto : Matteo_88
Lista iscritti
 
 Messaggi privati: 154
 
 Commenti: 2
 
 Immagini: 66
 Immagini viste: 91789
 
 Filmati: 2
 Filmati visti: 4077
 
 Materiale: 1
 Totale scarichi: 71
 
 Articoli: 35
 Pagine: 34
 Pagine lette: 119458
 
 Siti web: 9
 
 Notizie: 24
 
 Preferiti: 40
 Siti visitati: 16882
LUNA
Stato attuale
DVD
Meteo
Pesca con la bolognese in acque dolci
Inserito il 22 novembre 2008 alle 17:12:06 da Adminsipesca.


Pesca con la bolognese in acque dolci

di Maurizio Cecchini

 

Premessa.......Il testo seguente è frutto della mia esperienza di pesca, maturata da circa 20 anni di pesca iniziata con mio padre che inizialmente mi portava a pescare prevalentemente a fondo nei confronti di carpe e lucci, perciò con esche e tecniche abbastanza diverse. Col tempo andando a pesca con altre persone ed amici mi sono appassionato specialmente alla pesca alla passata con la canna fissa, una delle più belle a mio avviso, che da emozioni particolari specie se appassionati come me. Ultimamente, anzi da alcuni anni sono passato per lo più a pescare con canne bolognesi con mulinello, non disdegnando anche la pesca all'inglese, altro medoto molto bello ma meno adatto alla maggior parte dei luoghi che frequento di solito, da eseguire in acque ferme. Credo che specie al giorno d'oggi bisogna rilasciare la maggior parte del pescato, sia per un fatto di mantenimento della fauna ittica (già l'inquinamento fa la sua parte) che per un fatto di sportività, visto che non vedo la necessità di dover portar via tutto il pesce catturato per mangiarselo o solo per vantarsi e magari buttarlo via dopo averlo mostrato come ho visto in molti casi fare.

 

Pesca con la canna fissa e bolognese.

 

 Questo tipo di pesca lo pratico frequentemente, dopo aver pescato come dicevo con mio padre e secondo me uno dei più belli e sportivi, perché ti mette a contatto con il pesce e gli da la possibilità di vincere, perciò il massimo della sportività. Cosa fondamentale che faccio sempre è usare lenze leggere ed ami piccoli, anche se qualche pesce scappa, le abboccate sono più frequenti e il divertimento maggiore, poi sorrido sempre quando sento dire che si fanno scappare pesci con monofili di diametro grande tipo 0,30 o più, io difficilmente supero lo 0,148 e raramente uso diametri superiori, anzi direi mai, sono abituato così e riesco a prendere pesci di taglia notevole, tipo carpe ed amur che raggiungono i 15 kg o più. Pesco cavedani, barbi, carpe, tinche e amur che sono i miei preferiti, ma abboccano spesso carassi, scardole, persici reali, pesci gatto, gardon, anguille e capitoni, rari coregoni. Pescando alla passata con la canna fissa solitamente uso monofilo dello 0,12 diretto o con terminale a secondo del tipo di pesce e della limpidezza delle acque. Se voglio insidiare cavedani al fiume ad esempio, uso una canna fissa di 9 mt, lenza madre 0,12 con terminale dallo 0,10 allo 0,08 amo dal n° 16 al 20, galleggiante affusolato da 0,50/1 gr se la corrente è molto lenta e acque non profonde. Per i barbi la piombatura dovrà essere più raggruppata verso il basso, visto che è un pesce che si nutre sul fondo ed ha la bocca rivolta verso il basso, è il + forte e tenace. Mentre riguardo i garassi o altri pesci da passata non ci sono particolare accorgimenti. In caso di acque più veloci si aumenta la grammatura da 1,5 gr in su ma non vado mai oltre i 2 a meno che la corrente non sia veramente forte.

 

La piombatura di solito la rendo molto morbida, più la corrente del fiume è lenta più distanzio i pallini uno dall'altro, ad esempio in condizioni di passata a velocità normale la montatura che tutti usano è la classica scalata con pallini di piombo che verso il galleggiante sono più distanti e scendendo si avvicinano uno all'altro, se la profondità lo richiede si può usare una torpilla (che non amo molto ma a volte necessaria). La lenza che prediligo e vedo ottiene i risultati migliori, almeno per il mio metodo di pescare, è inversa a quella descritta prima, cioè da sotto il galleggiante i pallini partono più vicini uno all'altro e si distanziano scendendo verso il terminale, logicamente le distanze si adattano alla profondità e la velocità delle acque. Riguardo il terminale ci sono diversi metodi di legatura, quelli che uso sono: 1) molto funzionale è quella che si ottiene creando una piccolissima cappiola, dove poi si legano i terminali preparati precedentemente semplicemente facendo un piccolo nodino all'estremità, si passa poi questo nella cappiola a sua volta annodandolo su di essa, facilissimo e veloce da sostituire; 2) quella che prediligo è il nodo a farfalla, cioè si stendono le due estremità, quella della lenza madre e del terminale per un tratto una sopra l'altra, si afferrano entrambi a circa metà dalla fine di ognuna con una mano, con l'altra si prende un'estremità creando una specie di occhiello e si fa passare attorno al filo e dentro allo stesso alcune volte e si stringe leggermente, in genere più il filo è sottile più giri si effettuano, in modo da avere un nodo delle stesse dimensioni da entrambe le parti, poi si fa lo stesso con l'altra estremità e si tirano tutti e due i monofili in modo da far accostare i 2 nodini uno all'altro e si ferma il tutto con un pallino sulla lenza madre il più vicino possibile al nodo ma non sopra, così si ha un nodo resistente anche se meno funzionale del primo. Con la bolognese le lenze sono più o meno le stesse, varia leggermente il lacio, uso l'antiritorno per i pesci di grossa taglia, abbinato alla frizione tarata al limite, così il contatto col pesce è sempre diretto stancandolo molto prima, mentre usando solo la frizione si deve regolare continuamente con rischio maggiore di perdere il pesce. L'esca e la pasturazione si fa prevalentemente con bigattini, se la velocità dell'acqua lo richiede può essere utile incollare i bigattini con colla apposita, ma solo dopo aver setacciato bene per togliere segatura o polenta, altrimenti non si otterrà la corretta incollatura. Altre esche per il cavedano possono essere il formicone alato (selettivo sulla taglia, di solito grandi cavedani), il verme da terra, frutta tipo more o altro visto che è onnivoro, addirittura si pesca con le interiora di pollo, per il barbo ok ancora bigattini, vermi da terra e ottime sono le sanguisuge. In caso di pesca alla carpa le lenze che uso non variano molto, quello che differisce è lo spessore del monofilo che se necessario arriva massimo allo 0,16 anche perché la bolognese di 8 mt rischierebbe la rottura ed inoltre i nuovi monofili sono super resistenti, specie il Fender o Fendreel della Colmic.


 Anche per la carpa cerco di fare lenze morbide e leggere, in modo da non insospettire il pesce e le abboccate sono più frequenti. Per la pasturazione per lo più vengono usati granturco o sfarinati da usare anche per esca, ma anche i bigattini sono buoni, io preferisco usare pastura e bigattini/granturco assieme. Se le acque sono limpide la pastura migliore secondo me è quella gialla, si può mescolare anche metà con quella rossa, di solito a base di vaniglia e fragola, mentre se sono più torbide solo la rossa. Come esca il granturco è il migliore e selettivo, ma vengono usati anche piselli, pasta, polenta. Riguardo le amur le esche usate sono bigattini con abboccate velocissime specie se si pesca a galla, granturco e pasta o polenta, rispetto alle carpe è un pesce principalmente erbivoro, infatti si prende anche usando le cannucce che crescono sui bordi dei laghi tipo le cave di breccia o le foglie e la laniccia che rilasciano i pioppi da cui cadono solo in un certo periodo. Riguardo la pesca all'inglese la cosa è più complicata, i galleggianti usati sono di vari tipi e grammature come quelli da passata ma il monofilo passa sulla base. In caso di pesca in acque non profonde (circa 3/4 metri) si usano attacchi fissi e galleggianti senza bulbo, mentre con profondità elevata il galleggiante col bulbo e piombato (minimo 3 gr + 2), per fermare la lenza si usano fiocchetti scorrevoli appositi da posizionare sul filo con un certo tipo di nodo o al limite dei fermi chiamati chicci di riso, nome derivato dalla forma, che però danno problemi se si hanno anelli piccoli sulla canna. La lenza di solito ha un terminale legato con girella per evitare attorcigliamenti durante il recupero, la piombatura nel caso di pesca con galleggiante scorrevole deve essere per lo più raggruppata subito sotto al galleggiante, il resto distribuita in modo da non intrigare il monofilo durante il lancio. Il piombo raggruppato sotto il galleggiante si applica per far affondare bene in modo che il filo scorra altrimenti la lenza non raggiunge la profondità desiderata, il lancio necessita di dimestichezza e la distribuzione dei piombi come detto è fondamentale. Comunque è un tipo di pesca che utilizzo raramente e non la conosco così bene, perciò lascio le spiegazioni a chi se ne intende molto più di me.



copyright Aspnukers cms opensource
www.aspnukers.it
Template a cura di www-athalfuns.net